I regimi doganali economici in ambito UE 16/02/2017

A quali adempimenti vanno incontro le merci che entrano in un territorio per motivi diversi dall’importazione definitiva? Un articolo del nostro partner KW Forester.

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Il processo di internazionalizzazione e tutto ciò che ne consegue in termini di competitività, riduzione dei costi ed esigenze di contatto con nuovi mercati di sbocco, rendono necessaria anche la conoscenza, da parte delle imprese, delle tecniche doganali e fiscali riguardanti le transazioni commerciali con l’estero, al fine di comprendere al meglio i vantaggi derivanti dal corretto utilizzo di questi strumenti.

Il contesto europeo, che oggi conta su un’uniformità doganale assolutamente d’avanguardia, dimostra che le esigenze commerciali dell’impresa possono assolutamente conciliarsi con la garanzia fiscale e la necessaria sicurezza della catena d’approvvigionamento e distribuzione. Un’adeguata conoscenza delle tecniche doganali e del loro corretto utilizzo può talvolta costituire più di un valido aiuto nei processi di internazionalizzazione di un’impresa.

In questa sede ci si soffermerà sui regimi economici e/o sospensivi allo scopo di rilevare in che modo possano favorire l’attività dell’impresa, stabilendo altresì a quali adempimenti vanno incontro le merci che entrano in un territorio per motivi diversi dall’importazione definitiva.

 

Il deposito doganale

Trattasi di un regime economico-sospensivo che consente di detenere, senza procedere al pagamento dei dazi né della fiscalità interna ed anche in deroga alle misure di politica commerciale, merce non comunitaria, all’interno dell’UE. Questo tipo di regime offre essenzialmente tre vantaggi di non poco conto:


• possibilità di acquistare rilevanti scorte di materie prime nei momenti di mercato favorevole ed il loro utilizzo nei periodi di rialzo dei prezzi;


• differimento nel tempo degli obblighi daziari fino al momento di destinazione al consumo;


• possibilità di assicurare al cliente tempi brevi per la fornitura del bene richiesto.


Secondo quanto disciplinato dagli artt. 98 e ss. del Codice Doganale Comunitario (C.d.C) è consentito in particolare l’immagazzinamento di merci non comunitarie senza che tali merci siano soggette ai dazi all’importazione e alle misure di politica commerciale e alle merci comunitarie per le quali una normativa specifica prevede, a motivo del loro collocamento nel deposito doganale, il beneficio di misure connesse in genere con l’esportazione delle merci.

Il “regime del deposito doganale” non va confuso con il “deposito doganale” propriamente detto, ovvero il luogo autorizzato dall’autorità competente e sottoposto al suo controllo in cui le merci possono essere immagazzinate a condizioni precise. Il regime del deposito favorisce infatti l’utilizzo di tali merci consentendo al contempo di posticipare il pagamento dei dazi al momento della messa in libera pratica.

 

Il perfezionamento attivo

La temporanea importazione presuppone che merci non comunitarie entrino in territorio CE e siano successivamente riesportate senza aver subito modifiche qualora si parli di ammissione temporanea, oppure a seguito di trasformazione o lavorazione nei casi di vincolo al regime del perfezionamento attivo.

Ognuna delle due tipologie è finalizzata al soddisfacimento di esigenze diverse: il regime di perfezionamento attivo ha infatti lo scopo di incoraggiare l’importazione, senza adempiere (totalmente o parzialmente) agli obblighi doganali, di merci destinate ad essere perfezionate sul territorio comunitario e poi riesportate al di fuori di esso. In sostanza è un regime che mira ad aumentare la competitività delle merci comunitarie.

Tuttavia, per evitare che il regime svantaggi i produttori comunitari (rispetto alle industrie che operano un mero “perfezionamento” di beni prodotti al di fuori dell’area CE), l’autorità ha disposto un sistema di preventiva autorizzazione la cui concessione è subordinata al verificarsi di almeno una di quattro determinate condizioni:

• i prodotti ottenuti siano esportati in un paese terzo;


• i produttori comunitari non siano lesi dei loro interessi essenziali;


• le merci vincolate al regime di perfezionamento attivo possano essere individuate nei prodotti compensatori;


• gli operatori interessati risiedano in ambito comunitario.

Perfezionamento passivo

Come suggerisce il nome, è il regime opposto al precedente: consente cioè la temporanea esportazione e la successiva reimportazione di merci comunitarie da sottoporre a perfezionamento, in assenza totale o parziale di dazi all’importazione.

La finalità di questo istituto è quella di consentire al produttore comunitario di usufruire di manodopera a costi inferiori, di poter disporre di tecnologie e know-how presenti in altri Paesi o ancora di realizzare un prodotto compensatorio (cioè con fasi di lavorazione “compensate” fuori territorio comunitario), quindi con costi più bassi, da reintrodurre in area CE per l’immissione in libera pratica.


Ammissione temporanea

Il regime di ammissione temporanea permette l’utilizzazione nel territorio comunitario in esonero totale o parziale dai dazi all’importazione, di merci non comunitarie destinate ad essere riesportate senza aver subito modifiche, ad eccezione del loro deprezzamento normale dovuto all’uso che ne è fatto.

L’Autorità doganale concede per questo regime un termine massimo entro il quale la merce deve essere riesportata o ricevere una nuova destinazione doganale. Anche l’ammissione temporanea è necessario ottenere un’autorizzazione da richiedere secondo le modalità previste per il vincolo della merce ad uno dei regimi previsti. Al termine del periodo, l’Autorità procede a verificare se effettivamente la merce è stata riesportata tal quale.

 

Kw Forester

L'articolo è a cura di KW Forester, un network con headoffice in New Jersey – US, presente in 12 Paesi con oltre 30 senior consultant che affianca e supporta le Aziende e gli Enti pubblici e privati nei loro processi di internazionalizzazione, offrendo informazioni ed assistenza specializzata in ambito internazionale. KW Forester è partner IFAF per il Master in International Business Management.

 

 

 

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